Da Masterchef alla pubblicità: le polemiche sul caso di Tiziana Stefanelli (e non solo)

Pubblicità di prodotti commerciali con i protagonisti di Masterchef? Se da un lato la trasmissione televisiva difende materie prime di tutto rispetto, dall'altro i suoi protagonisti si prestano a diventare testimonial di prodotti commerciali. E la polemica si infiamma.

Masterchef e la pubblicità, un rapporto spesso conflittuale. Se siamo abituati a vedere i giudici del talent show di Sky Uno difendere a spada tratta le materie prime più raffinate, più pregiate, più rappresentative dell'Alta Cucina, invitando i concorrenti a saperle riconoscere e sfruttare al meglio, ecco che dall'altro spesso si prestano a diventare testimonial di prodotti alimentari commerciali molto distanti dagli ingredienti osannati in tv.

L'ultimo caso è quello che riguarda Tiziana Stefanelli, l'avvocato vincitore della seconda edizione di Masterchef Italia: lei è stata ingaggiata come testimonial della Star, per raccontare i migliori piatti italiani. Nello spot dedicato alla caponata alla siciliana, la casalinga affiancata dalla chef sottolinea:

Senza il dado non c'è caponata e se non c'è caponata non c'è famiglia.

L'indignazione sul web non si è fatta attendere, come dimostrato dal video qui sopra che, ad esempio, parla di "Cafonata". E' nata la pagina Facebook "La caponata siciliana non va profanata", nella quale i siciliani (e non solo loro) mostrano il loro disappunto spiegando che il dado nella caponata è un vero e proprio insulto, un ingrediente non necessario. Ovviamente in molti hanno preso d'assalto la pagina Facebook della Star, mentre su Twitter è nato l'hashtag "#savecaponata".

Dal canto suo la Star si difende così su Facebook:

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E pensare che Masterchef Italia si propone proprio come paladino del rispetto delle tradizioni e delle materie prime: guai a toccare a Bruno Barbieri la ricetta dei tortellini alla bolognese, guai a toccare a Joe Bastianich la mozzarella di bufala (vedi ultima edizione di Masterchef Italia), mentre l'anno scorso Carlo Cracco aveva cacciato una concorrente (che poi ha avuto il coraggio di ripresentarsi quest'anno) per aver mentito sulla provenienza degli ingredienti della sua ricetta.

Se poi, però, accendiamo la televisione, ecco che possiamo vedere gli spot nei quali Carlo Cracco è testimonial di un marchio di patatine, Joe Bastianich è testimonial di una nota pasta sfoglia pronta, Bruno Barbieri di una robiola in produzione industriale (solo per citarne uno), mentre alcuni dei concorrenti delle ultime edizioni sono il volto di altri prodotti commerciali in spot che vanno in onda proprio durante lo show... Insomma, prodotti e ingredienti che difficilmente loro stessi approverebbero a Masterchef Italia se proposti!

La pubblicità sarà anche l'anima del commercio, ma ultimamente ci sembra essere sempre più l'anima dei protagonisti di Masterchef: dalla serie, "Fate come diciamo, ma non fate come facciamo noi..."?

Via | Corriere

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