Expo 2015: Israele ci spiega come saranno “i campi di domani”

Expo 2015 profumerà di pane azzimo con il Padiglione Israele che ha per tema: “I campi di domani”

Expo 2015 - Con il concept “I campi di domani” Israele parteciperà a Expo 2015. Lo slogan del Padiglione Israele riassume una storia del tutto particolare: Israele è un giovane paese, ma la sua storia è lunga oltre tremila anni; una storia che, come leggiamo sul sito dell’Expo,

attraverso lavoro, ricerca e sviluppo ha saputo rendere fertili molti dei suoi terreni in prevalenza aridi. Una dedizione che in settanta anni lo ha portato a essere uno dei Paesi leader nel campo della scienza e nell’innovazione. Expo Milano 2015 è l’occasione per Israele di mettere a disposizione dei visitatori le competenze acquisite in questi anni, come un grande “granaio di conoscenze”.

Il Padiglione Israele è molto particolare, dal momento che negli intenti degli organizzatori

creerà una immediata e potente esperienza visiva che presenterà lo sviluppo della tecnologia agricola per testimoniare lo straordinario viaggio verso il futuro di tutta l'umanità. Il progetto architettonico di David Knafo è ispirato al caratteristico aspetto della produzione agricola israeliana, trasformato in elemento dell'edificio che sarà rivestito da un giardino verticale coltivato.

La cucina israeliana è un mix di piatti locali tipici del Medio Oriente e di quelli portati dagli ebrei emigrati in Israele da tutto il mondo. Tra i cibi considerati specificatamente israeliani, troviamo il Ptitim, noto anche come cuscus israeliano.

Diffusi anche gli sformati di riso (preparati disponendo sul fondo del recipiente di cottura delle verdure su cui viene sovrapposto il riso e poi dell’acqua in modo che la cottura sia a vapore) e molti antipasti freddi, soprattutto vegetali. E non dimentichiamo, poi, il pane azzimo, pane non lievitato tipico della tradizione ebraica, che va cotto a bassa temperatura per due minuti, tre al massimo per evitare il seppur minimo inizio di lievitazione.

Expo 2015: Israele ci spiega come saranno “i campi di domani”

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