La morte del pranzo

Il giornalista-scrittore Tom Hodgkinson ha pubblicato con Rizzoli un vero manuale del buongustaio, del gusto di assaporare la vita, intitolato “L’ozio come stile di vita”.

Tanti sono i consigli che andrebbero ripresi alla lettera, mentre altri sono in effetti un po’ balordi... Tra le pagine di maggiore lucidità ci sono quelle dedicate al pranzo, che da buon inglese individua come seconda colazione.

Un tempo, ricorda il buon Tom, il pranzo era una occasione da pianificare e gustare, un momento da dedicare alle risate, alle chiacchere e all’alcol; senza dimenticare naturalmente il cibo! Un’oasi di piacere per alleggerire il tedio del pomeriggio, atteso con impazienza fin dal mattino.
Purtroppo invece, nota Hodgkinson, la seconda colazione si è ridotta ad una questione puramente pratica: la nuova etica del lavoro ha assestato un duro colpo al vero pranzo, insidiandolo con sandwich e panini, raramente di qualità.

“Un vero pranzo dovrebbe nutrire lo spirito tanto quanto il corpo. Confortevole, conviviale, da godere: il vero pranzo è dunque per i fannulloni” (nel senso buono e saggio del termine..).

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