Ne pizza al testo ne pizza di pasqua: si chiamano torte, Perbacco!

Vagando per il web in cerca di gustose suggestioni e seguendo le indicazioni di un post di gustoblog, mi sono imbattuto in un bel sito dedicato agli itinerari del vino e del gusto: perbacco.net.

È davvero ben fatto, ci sono itinerari (ovviamente), c’è la rubrica dei film ispirati alla gastronomia e quella sulle erbe (da cucinare..), ci sono le etichette delle bottiglie di vino, non mancano i libri a tema e neppure l’atlante goloso.

Poi c’è la sezione delle golosità regionali e ci sono quelle umbre: da qui traggo spunto per una piccola precisazione su un termine che anche altrove (soprattutto nel Lazio) ho sentito usare impropriamente.. Leggo su Perbacco che in Umbria esisterebbero la pizza di pasqua e la pizza al testo: insomma avremmo più pizze di quante non ce ne siano a Napoli!

In realtà, solo per non ingannare la fantasia dei golosi, si chiamano Torta al testo e Torta di Pasqua, anche se entrambe sono salate. Mentre la prima assomiglia più ad una focaccia bianca, che poi viene farcita nei modi più svariati (con prosciutto ma anche con salsicce arrosto), la Torta di Pasqua (quella artigianale) è un prodotto lussurioso, dal colore giallo intenso e pieno di giacimenti di formaggio fuso; ha una forma a fungo, e anche per questo chiamarla pizza è un poco fuorviante. La sua farcitura ottimale, e torno alle indicazioni di Perbacco, non è con il salame umbro ma con il capocollo umbro.
Se volete approfondire

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