Alcol in polvere: autorizzata la vendita negli Usa

Negli Stati Uniti è stata autorizzata la vendita dell'alcol in polvere: scoprine di più su Blogo.

cosmopolitan

La notizia risale a qualche ora fa ma è già destinata a suscitare moltissime polemiche: negli Usa è stata autorizzata la vendita di alcol in polvere. Alcuni stati lo hanno già vietato, ma la sua commercializzazione rischia di avere gravissimi danni collaterali.

Il prodotto in questione si chiama Palcohol e viene realizzato dall'azienda Lipsmark in seguito all'approvazione da parte dell'agenzia americana Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau. Si tratta di un sacchettino contenente 100 mg di polvere che, mescolata con soli 15 cl di normalissima acqua, produce una bevanda alcolica molto simile a quella che si può acquistare in bottiglia al supermercato.

La facilità di utilizzato di questo prodotto è davvero disarmante e in commercio a breve sarà possibile trovare il Palcohol in diverse varianti di gusto: vodka, cocktail cosmopolitan, rum, margarita e lemon drop.

Luoisiana, South Carolina, Massachusetts e Vermont sono stati i primi stati americani che hanno già posto il veto sulla vendita di questo prodotto. E molti altri si stanno apprestando a fare in modo che non arrivi in commercio.

La paura più grande è data dalla facilità di reperimento del Palcohol che potrebbe portare al suo consumo più frequente soprattutto tra le fasce della popolazione più giovane. Per il momento il prodotto è stato vietato in scuole, concerti e stadi, ma la semplicità con un cui una busta può essere trasportata passando in sordina a forze dell'ordine (ma anche genitori).

Mark Phillips, l'inventore del prodotto, ha voluto contestare le polemiche che si sono sollevate nel corso delle ultime ore su Palcohol sostenendo che vietare la sua vendita porterebbe in automatico ad un aumento della domanda dello stesso. Secondo l'uomo, inoltre, la sua messa al bando potrebbe comportare la formazione di un mercato nero che porterebbe alla perdita del controllo della distribuzione di alcolici da parte delle autorità e, di conseguenza, anche le entrate fiscali che derivano dalla vendita di liquori e distillati.

fonte: il Fatto Alimentare

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