I 'fagottari' al cinema, cosa si mangia sulle spiagge più belle dei film

Ovvero la moda di un tempo che, fu tra lasagne e sedia a sdraio

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L’usanza di portarsi il pranzo in spiaggia nasce nell’Italia degli anni ’50 e ’60 e dai fagotti che si usavano per incartare le vivande, ecco tratto il nome di ‘fagottari’. Il cinema ce li ha mostrati per bene: indimenticabile La famiglia Passaguai, pellicola del 1951 in cui Aldo Fabrizi, alias cavaliere Peppe Valenzi, cocomero in spalla e famiglia munita di teglie di lasagne e parmigiana al seguito, attende paziente la navetta per arrivare sull’arenile di Fiumicino.

Nel decennio successivo qualcosa cambia per il ceto medio: sulla spiaggia di Fregene convivono, vicini di ombrellone, i ‘burini’ che ancora si portano il fiero pasto da casa nelle roventi teglie di alluminio, mentre chi vuole darsi un tono frequenta i primi bar sulla spiaggia… è questa la trama del film Ferragosto in bikini.

Nel 1982 esce Sapore di mare dei fratelli Vanzina. Siamo nella chic Versilia e i protagonisti sono tutti rampolli della buona borghesia nascente. Eppure, ogni tanto si cede al fagottarismo: panini e insalate spuntano di qua e di là, ma sono soprattutto i gelati a fare la loro comparsa.

Pochi anni fa, infine, è uscito Tutti al mare. Si torna a Roma, spiaggia di Castel Porziano: qui i fagottari sono, per così dire, reinterpretati: nei carabinieri compiacenti in materia di licenze da chiosco, in cambio di pasta e pastarelle, leggiamo la stessa ottusità che animava le scorpacciate appena meno eleganti dei fagottari di una volta. Impareggiabile, come sempre, Proietti, curiosamente interprete sia di questo remake che del film cui si rende omaggio, Casotto, del 1977, nella cui struttura comunitaria – un casotto, appunto – mangiavano schiere di fagottari anni Settanta.

Foto | listal.com

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