Penne all'arrabbiata la ricetta romana originale

La cucina romana è famosa in tutto il mondo per i suoi tipici piatti dai sapori forti, molto gustosi e carichi come la pasta alla carbonara o la coda alla vaccinara; in pochi sanno però che la più antica delle ricette romane è forse la più semplice e leggera, un primo piatto che tutti hanno cucinato almeno una volta nella la vita o che, per lo meno lo hanno assaggiato. Fatto di ingredienti genuini e facilmente reperibili, piace a tutti anche ai palati più esigenti.

Per chi ancora non lo avesse capito, sto parlando del gustosissimo sugo all'arrabbiata: pomodoro fresco, olio evo di qualità e fresco peperoncino appena tritato e il gioco è fatto; vi propongo oggi la ricetta originale, seguitela passo passo ed otterrete un primo ricco di gusto, adatto in ogni occasione e buono in tutte le stagioni, anche se personalmente lo preferisco in estate accompagnato da un bel bicchiere di birra ghiacciato.

Ingredienti per 4 persone: 320 g di penne rigate , 300 g di pomodori pelati, 60 g di pecorino romano grattugiato, 1 spicchio d’aglio, 1 o 2 peperoncini freschi, prezzemolo fresco tritato, sale, olio extravergine d' oliva.

Preparazione: per prima cosa tritate i peperoncini più finemente possibili, poi tritate lo spicchio d'aglio e metteteli a soffriggere in una capiente padella con un filo d'olio extravergine d'oliva per circa 2 minuti; unite i pelati che, se fossero in pezzi troppo grandi potreste tritarli grossolanamente e lasciateli cuocere per 15 minuti a fuoco lento. In abbondante acqua salata cuocete la pasta lessandola per il tempo indicato sulla confezione, scolatela al dente e trasferitela nella padella con il sugo. Fate saltare la pasta per qualche minuto girandola costantemente (oppure spadellate come fanno gli chef) di modo che il condimento si distribuisca uniformemente e tutti gli ingredienti siano completamente amalgamati. A fuoco spento aggiungete il prezzemolo tritato e servite la vostra carbonara ben calda spolverizzandola con il pecorino grattugiato.

Foto | Flickr

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