Difendiamo l'etichetta

Vedo sempre più persone nei supermercati leggere le etichette dei cibi.
E' una vera rivoluzione, magari lenta e tranquilla, ma decisamente incisiva sui consumi e sulle scelte alimentari.

Questo grazie anche a una legge (la 204 approvata nel 2004) sostenuta dalla Coldiretti e che ha imposto l'obbligo di segnalare il luogo di provenienza.
Ora gli effetti di questa legge rischiano di essere vanificati per la pretesa necessità di allinearsi alle disposizioni dell’Unione Europea, la quale ritiene che riportare in etichetta l’origine degli alimenti sia di ostacolo al libero mercato e alla concorrenza.

Questo vuol dire che nessuno di noi saprebbe più se olio, pasta, uova o latte che acquista sono prodotti in Italia o all'estero.
E' una cosa che mi pare folle visto che la buona concorrenza non si fa nascondendo da dove viene un prodotto ma solo sua sua qualità.

Per questo motivo Slow Food e Coldiretti chiedono ai parlamentari italiani di tutti gli schieramenti politici di difendere il lavoro che il Parlamento stesso ha fatto con l’approvazione della legge 204, e di intraprendere una decisa azione che dall’Italia possa estendersi a tutti i paesi dell’Unione Europea, a difesa delle identità agro-alimentari.

Cosa possiamo fare noi?
Firmare subito la petizione online di Slow Food, far conoscere il più possibile il problema e soprattutto "continuare a chiedere e a scegliere solo i prodotti di cui sia garantita la provenienza"

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