Ecco la cachaça brasiliana, come si usa il distillato brasiliano per la Caipirinha

17 Agosto 2012

La Cachaça brasiliana è un distillato della canna da zucchero come lo è il Rum, ma è tipico del Brasile.

Chiamata localmente anche Pinga nasce nella regione di Minas Gerais, da dove ancora provengono le migliori produzioni. Potreste trovare scritto anche aguardiente, termine più generico con il quale si intende distillato di qualcosa.

I prezzi sono indicativi della qualità, in quanto potreste trovare cachaçe con prezzi inferiori all’acqua, fino ad arrivare ad alcune che costano quanto ottimi e rinomati whisky.

La si beve da sola, liscia o con ghiaccio, bianca o invecchiata in botti di quercia, o in botti nelle quali è stato fatto invecchiare lo sherry, ed avere così sfumature diverse. L’uso comunque più tipico è quello che la vede miscelata a ghiaccio, zucchero di canna e lime, per creare il famoso cocktail caipirinha. Nel tempo poi si sono aggiunti e sostituiti anche altri frutti, esotici e non, fino ad arrivare ad esempio alla capiroska, la cui ricetta prevede la vodka in sostituzione della cachaça e sempre più spesso le fragole al posto del lime.

In generale ricordatevi che i cocktails che finiscono in oska utilizzano la vodka e quelli in inha (igna) la cachaça. Un altro cocktail molto famoso è la batida, dove ad essere utilizzato è sempre il distillato di canna e frutti freschi, ma il risultato è più cremoso.

Nei ristoranti o nei bar potreste facilmente vedere la pinga in grossi barattoli o vasi con in infusione stecche di cannella o altri frutti a macerare in modo da renderla più aromatica e rotonda, spesso anche per mascherare una qualità non troppo elevata. La gradazione di partenza è di 40 % vol.

Foto | Alessia

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