Cucina romanesca: carciofi alla giudia

Foto di Italica RAIA vederli così sembrano dei fiori…
Oltre ad essere belli però sono anche buonissimi. I carciofi alla giudia sono forse uno dei piatti più antichi della tradizione culinaria romanesca. Vengono chiamati così perché la ricetta nacque all’interno del ghetto ebraico di Roma, dove i carciofi venivano consumati fritti specialmente nel periodo successivo alla ricorrenza del digiuno del Kippur. Ancora oggi è possibile trovare molti ristorantini (il migliore è sicuramente "Giggetto al Portico d'Ottavia") che li preparano tra i vicoli di quello che una volta era il vecchio ghetto.

Per la preparazione è ovviamente tassativo usare i tipici carciofi romaneschi, detti anche mammole o cimaroli, più grandi dei carciofi comuni e privi della “barba” interna. Vista la cottura, non proprio leggera, sarebbe sempre meglio utilizzare olio extravergine d’oliva, per renderli più digeribili. Per la ricetta completa fate riferimento a Italia Donna o Italica della RAI (da cui arriva anche la piccola foto).

Un piccolo segreto: per rendere i carciofi più croccanti, subito dopo averli tolti dal tegame spruzzateli con poche gocce di acqua fredda.

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