In estate meglio le ecofeste

Durante la bella stagione abbondano feste paesane, sagre e banchetti vari.

Le pietanze proposte sono le più diverse e improbabili: spesso si tratta di prodotti completamente fuori stagione o fuori luogo (tipo sagra del pesce di mare in montagna), altre volte forse un po’ pesanti (stinco di maiale e polenta con le salsicce).

Ma quasi mai si pensa all’impronta ecologica dei bagordi. Si usano tovagliette e tovaglioli di carta, bicchieri e posate di plastica e le bottiglie, quelle di vetro raramente vanno a finire nelle campane del riciclaggio.

Per rendere questa impronta un po’ meno profonda, alcune amministrazioni hanno lanciato le Ecofeste, cioè il tentativo di diminuire la produzione e gestire meglio i rifiuti di sagre e feste locali, dove imballaggi e di stoviglie “usa e getta” abbondano.

Oltre alla raccolta differenziata le città più evolute suggeriscono anche l’uso di posate, piatti e bicchieri fatti di mater bi, che sarebbe una plastica ricavata dall’amido del mais (o di altri vegetali).

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