Esperimenti culinari "fusion-temporali"

Spesso mi sono chiesto se mai fosse possibile riproporre le famose salse utilizzate dagli antichi romani nella cucina moderna.

Il liquamen, ultramenzionato nel De re coquinaria di Apicio, si presenta come un condimento a base di interiora di pesce lasciate fermentare al sole e arricchite, nelle diverse varianti, di spezie, aromi e mosto fresco. Noi ne possiamo immaginare solo l’odore, acre e pungente ed il sapore, probabilmente forte e persistente.

Se ne potrebbe fare una versione moderna, lasciando macerare gli ingredienti nell’aceto per un paio di giorni… ma poi bisognerebbe trovare il modo di utilizzarla. Forse si potrebbe usare su carni importanti, per esempio selvaggina da pelo (come peraltro facevano anche i romani), accompagnate da cibi a forte tendenza dolce (verdure cotte al vapore, polenta…) che ne smorzino la pungenza. Per il vino, abbinamento obbligato, secondo me, con un Amarone o uno Sfursat della Valtellina: gran corpo, profumi complessi e tannini levigati.

Chi ha la pazienza (e il coraggio) di tentare l’esperimento?

La foto è tratta dal sito www.tibursuperbum.it

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