Vino dei Castelli: il Cannellino di una volta...

In altre occasioni abbiamo avuto modo di sottolineare come il livello qualitativo medio della produzione enologica sia notevolmente cresciuto anche in una regione come il Lazio che non possiede un’illustre tradizione vitivinicola. Questo vale anche per il Frascati, nella versione secca e pure in quella amabile del Cannellino, perfetto compagno di prodotti di piccola pasticceria regionale.

Una cosa che non tutti sanno è che il Cannellino una volta era un muffato…il particolare microclima dei Castelli Romani favoriva proprio l’insorgenza della botrytis cinerea, andando a sviluppare un bouquet ampio e dalle accattivanti note minerali. Purtroppo questa versione è ormai praticamente introvabile e il Cannellino “moderno”, anche se vinificato in modo tradizionale, lasciando surmaturare le uve sulla pianta, non è più caratterizzato dai profumi tipici della muffa nobile. Sembra strano ma questo cambiamento è dovuto all’enorme opera di cementificazione che, a partire dal Dopoguerra, ha fatto letteralmente “avanzare” la città verso Sud, nella zona dei Castelli Romani. I fattori microclimatici sono stati stravolti e l'attacco della botrytis risulta ormai quasi impossibile.

È un peccato che un disordinato sviluppo urbanistico abbia posto fine ad un’antica tradizione enologica; senza dimenticare però che anche le versioni moderne del Cannellino non sono affatto male…

La foto è tratta dal sito www.giv.it

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