Cucina ebraica: tra religione e sapore

la cucina ebraicaLa cucina ebraica è storia, è cultura, è religione. E’ assolutamente varia e trasversale, perché gli ebrei sono tradizionalmente sparsi per tutto il globo, tuttavia ha un suo fulcro comune nel necessario rispetto delle leggi della Kasherùt (le regole alimentari ebraiche, che indicano cos’è “kasher”, cioè adatto, corrispondente alle prescrizioni bibliche, e cosa invece no) che i cuochi ebrei hanno sempre contemperato con le ricette del luogo di residenza, dando vita a deliziosi esperimenti.

Per gli ebrei il cibo costituisce più che mai un momento di incontro e di scambio interpersonale e per questo motivo è degno di ogni rispetto (numerosi sono i “mitzvà”/precetti inerenti al momento del pasto). La regola fondamentale è quella che impedisce di cibarsi di certi animali (maiale, molluschi..) e di consumare insieme carne e cibi a base di latte. Ci sono poi cibi appositi per il Sabbath e per le feste religiose, con ricette che le famiglie custodiscono gelosamente e si tramandano di generazione in generazione.

Clarissa Hyman ha raccolto ricette, profumi e sapori in un libro, “La cucina ebraica. Ricette e racconti da tutto il mondo”, classificandoli nelle tre categorie dei cibi permessi (Latte, Carni e Parve – dolci, pesci e verdure - ) e alternandoli a racconti di viaggi, feste religiose e vita di tutti i giorni.

Su ve la cavate con l’inglese, su questo sito poi trovate numerose ricette “kasher” italiane, dalla caponata alla panzanella, dalla pasta alla Norma alle scaloppine al Vermouth, dal tradizionale tiramisù alla torta di datteri, mandorle e noci.

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