La melagrana: dolcezza, acidità e simbologia rinascimentale

L’albero del melograno fu conosciuto dai romani come punica granatum poiché fu proprio al tempo delle guerre puniche che il frutto iniziò ad essere importato. Anche le sue proprietà medicinali erano ben note; ad esempio la radice cotta nel vino veniva usata come vermifugo. Tuttavia fu soprattutto il sapore della pellicola che avvolge i semi ad essere apprezzato, sia nella preparazione di bevande, sia come accompagnamento a piatti di carne.

Proprio la disposizione dei semi all’interno del frutto ispirò e simboleggiò nei secoli metafore di armonia e concordia: da Cirene, che scelse questo frutto come emblema della città, al Cristianesimo, che vide nella melagrana il simbolo del vivere perfetto, fino al Rinascimento, quando il frutto venne rappresentato in quadri famosi come la Madonna della melagrana di Botticelli o in motivi decorativi di pitture parietali o tessuti.

In cucina, ancora oggi, i semi della melagrana, per il loro sapore dolce e allo stesso tempo acidulo, vengono utilizzati nella preparazione di dessert e piatti salati; proprio l’acidità permette a questo frutto di accompagnarsi perfettamente a carni dalla particolare tendenza dolce come il tacchino.

La foto è tratta dal sito: www.pomonaitaliana.it

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