Scegliere local, global o glocal?

Mercato

Parto da una considerazione fatta da Stefano Bonilli nel suo post Local è bello. Se ci pensiamo un attimo, quando scegliamo cosa comprare nei supermercati facciamo sempre delle scelte che vanno in una delle tre direzioni che leggete nel titolo. Ma quale è la migliore? Intendo sia dal punto di vista qualitativo che economico.

"Vediamo un po': quando faccio la spesa la frutta e la verdura le acquisto molto local ma spendo sempre un mucchio di soldi per avere aglio italiano e non cinese, pomodori veri e non olandesi, arance italiane e non spagnole - sembra incredibile ma loro distibuiscono meglio di noi - la pasta è local però con grano global, i formaggi local, il vino local più che mai".



Avete letto? Quindi, paradossalmente scegliendo local si finirebbe a spendere di più. Frutto della globalizzazione e della grande distribuzione, frutto di politiche illogiche (a mio avviso) che ormai dettano legge. Perchè mai con tanti pomodori italiani dovrei comprare quelli cinesi? Perchè mai con tanta uva italiana dovrei comprare quella spagnola? Assurdo ma vero. E quale posto resta per la qualità? Probabilmente, come suggerisce Bonilli, è anche una questione di reddito: un cittadino comune, con un reddito medio, non può certo badare alla provenienza o alla qualità, magari vorrebbe, ma poi opta per l'economia. Quindi: local, global o glocal? Io non ci capisco poi tanto, ma vi suggerisco questo spunto di riflessione cliccando qui.

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