L’anice: la pianta del Re Sole

5 Settembre 2007

L’uso che oggi si fa dell’anice in cucina è piuttosto limitato, almeno rispetto al passato: gli antichi romani ad esempio ne impiegavano i semi come uno degli ingredienti essenziali di dolcetti che venivano tradizionalmente offerti alla fine di lauti banchetti per favorire la digestione.

Presto se ne scoprirono anche le proprietà officinali; Plinio raccomandava addirittura di bere vino aromatizzato all’anice in caso di punture di scorpione! Nei secoli successivi l’anice conobbe una diffusione sempre più larga. Luigi XIV, che pare andasse matto per il suo aroma, ne ordinò la coltivazione nei giardini di Versailles.

Oggi l’anice è un po’ passato di moda e anche se rientra in varie ricette, soprattutto di dolci e creme, viene utilizzato particolarmente per aromatizzare bevande dissetanti e digestive, come il pastis, l’ouzo e il raki.

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