La salvia e l’aceto dei quattro ladroni

7 Settembre 2007

L’uso della salvia in cucina, come in erboristeria, è antichissimo: oltre che per insaporire zuppe e piatti di carne, essa veniva infatti considerata “l’erba della salute” per eccellenza e l’etimologia del nome sta proprio a dimostrare ciò (dal latino salus (salute) o salvus (sano)).

Nel XVII secolo si iniziò a produrre in Francia un aceto balsamico, detto aceto dei quattro ladroni, che pareva avesse proprietà miracolose, in grado di proteggere dalle malattie infettive; il suo ingrediente principale erano ovviamente le foglie di salvia, unite a timo, rosmarino e lavanda. Non si sa bene se la storia legata all’origine di questo aceto sia vera o sia stata inventata successivamente “a scopi commerciali”: ad ogni modo pare che durante l’epidemia di peste che colpì Tolosa nel 1630, un gruppo di ladroni andava razziando le case degli appestati. Una volta catturati, venne chiesto loro come avessero fatto a violare numerose case infette senza contrarre la malattia e questi rivelarono il loro segreto (l’aceto aromatizzato con la salvia) a patto di aver salva la vita.

Ho i miei dubbi che poche foglioline di salvia lasciate a macerare nell’aceto possano fare di questi miracoli…ma qualche goccia da aggiungere ad un piatto di pasta all’uovo o su un risotto ai porcini non sarebbe affatto male…

La foto è tratta dal sito: www.botanic-art.com

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