Scolapasta a regola… d’arte!

21 Settembre 2007
di roby

La notizia è di qualche giorno fa, ma a leggerla mi ha fatto correre un brivido lungo la schiena. Sembra che in seguito alla denuncia di una giovane coppia di Cagliari ai Nas (carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità), l’Upim abbia ritirato dai punti vendita di tutta Italia gli scolapasta in plastica di colore rosso. I due poveretti, stando a quanto scritto da Quotidiano.net, dove la news è rimbalzata dalla stampa locale, si stavano preparando un bel piatto di spaghetti con il loro attrezzo nuovo di zecca, quando questo ha stinto colorando di rosso spaghetti e lavandino.

Ho tirato un sospiro di sollievo pensando al mio enorme scolapasta di metallo appena uscito da Ikea, ma la questione mi ha incuriosita e facendo un po’ di ricerche ho scoperto questo meraviglioso mondo in cui le novità non finiscono mai! Oltre agli ormai obsoleti scolapasta da lavello di cui si trovano comunque esemplari molto carini e alle pentole scolanti (nella doppia versione con manici che trattengono il coperto forato o con colapasta incorporato), due hanno attirato particolarmente la mia attenzione: un danese di acciaio e gomma e uno italiano pieghevole. Il primo è prodotto dalla Norman Copenaghen ed è uscito dal genio del designer Boje Estermann (nome da modello Ikea) che lo consiglia anche come portafrutta; l’altro è della Pavoni e ha il pregio di occupare pochissimo spazio sugli scaffali.

Inutile dire che entrambi si vendono on line, mentre su EBay se ne trovano molti d’antiquariato, fabbricati in rame e risalenti addirittura al 1800! È interessante vedere quanto un oggetto di uso tanto comune possa essere tanto ispirante, e non solo per designer: il pittore Enzo Mari gli ha dedicato addirittura una mostra allestita l’anno scorso. E voi? Di che scolapasta siete?

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