Perché i datteri di mare sono proibiti

Afrodisiaci, dal sapore delizioso e dal prezzo non esattamente conveniente, ecco perché i datteri di mare sono considerati illegali

Perché i datteri di mare sono proibiti I datteri di mare, noti in Albania, Croazia e nel Montenegro in genere come prstaci, loro altro nome, altro non sono che dei molluschi simili alle cozze. Come si mangiano? Una delle ricette più gustose con i datteri di mare li vuole (o meglio voleva, come avremo modo di approfondire sotto) alla busara, ovvero con concentrato di pomodoro, pangrattato tostato, vino bianco, prezzemolo, aglio e peperoncino.

Considerati afrodisiaci, il loro sapore è simile a quello di molti frutti di mare: perché i datteri di mare sono proibiti, dunque? Sono illegali per via del procedimento che sta alla base della loro pesca. Questa è vietata dal 2006 in tutta la comunità europea (ancor prima, a dir la verità, in Italia, dove non si pescano dal 1998).

Tali molluschi vivono dentro le rocce, il loro habitat naturale all'interno del quale si insediano scavando dei buchi. Per poterli scovare i pescatori non avevano altro modo che demolire tale roccia giungendo, nel tempo, a distruggere interi e vasti tratti di costa rocciosa sita nel Mediterraneo.

Per preservare la biodiversità ed evitare di peggiorare il danno ambientale venutosi a creare, ovvero la desertificazione di vaste aree di scogliera sommersa, la legge ha imposto che non vengano più pescati. Diffidate, quindi, nel caso in cui compaiano nel menù di un qualsiasi ristorante: i datteri di mare sono illegali.

Photo | iStock

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