Cucina romana: il supplì

27 Settembre 2007

I supplì rientrano in quella miriade di spuntini, merende, “intermezzi” culinari di cui è ricchissima la tradizione gastronomica romana.

Il supplì nasce come “riutilizzo” del risotto avanzato, conseguenza di una cultura gastronomica povera e restia allo spreco ma diventa ben presto il protagonista delle gite fuori porta dei popolani romani. La ricetta in sé affonda le sue radici ai primi dell’ottocento con i Francesi di Napoleone a Roma; il termine supplì infatti altro non è che la versione “romanizzata” del francese surpris (sorpresa).

Oggi capita di assaggiare supplì di pessima qualità in trattorie, ristoranti e rosticcerie: il colore scuro lascia intuire che l’olio per la frittura non viene cambiato spesso, a volte invece della mozzarella filante si trova all’interno un cubetto di formaggio “plastificato”, per non parlare delle versioni surgelate che risultano praticamente impossibili da inghiottire…qualche posto per un supplì “vecchie maniera” però ancora si trova: ad esempio la trattoria “da Giovanni” a via della Lungara (Trastevere) o il negozio di specialità alimentari “Franchi” a via Cola di Rienzo (Prati).

La foto è tratta dal sito: www.ricette-tipiche.com

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