La fonduta al cioccolato… roba da buongustai

L’unica buona ragione per aspettare con gioia l’inverno è il ritorno della stagione delle fondute. Io le adoro tutte: quella tradizionale francese con bocconcini di carne e salsine (alla bourguignonne), quella valdostana di formaggi, ma soprattutto lei, la fonduta al cioccolato.

Ricette in materia ce ne sono tantissime: innanzitutto gli estimatori si dividono tra chi usa la frutta mista e chi preferisce un gusto alla volta; tra questi poi ci sono gli amanti dei contrasti, che scelgono l’ananas, chi la mette sull’afrodisiaco e usa le fragole, chi vuole riassaporare i gusti dell’infanzia e intinge soltanto banane. La seconda distinzione è tra chi preferisce la frutta e chi la mescola a biscottini di ogni tipo, bignè e pezzettini di pan di spagna. Terza distinzione tra chi prepara degli spiedini e chi lascia gli ingredienti sui piatti di portata in modo che gli ospiti possano costruire da soli il proprio ‘menu’, magari completando l’opera con cocco sfarinato o granella di nocciola.

Un’ultima, fondamentale a mio parere, distinzione, è tra chi utilizza il pentolino (uno solo o uno a commensale) di metallo, cioè quello tradizionale usato per ogni tipo di alimento, e chi preferisce quello in terracotta, specifico per tenere in caldo il cioccolato fuso con latte o panna. Una curiosità: si chiama caquelon e io ve lo consiglio vivamente di metallo, quello in coccio mi si è spaccato al primo utilizzo!

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