Ogm: chi ha paura della patata biotech?

Io ne ho, di paura, per rispondere alla provocatoria domanda nel titolo.
Sentite qua: è in programma per oggi la sottoposizione, da parte della Commissione Europea al Comitato della catena alimentare animale, di una proposta di legge legata all’uso della patata ogm, per gli amici ‘superpatata’.

In pratica, se a questo tubero fosse permesso di crescere in uno degli stati membri, i sottoprodotti della sua lavorazione potrebbero essere utilizzati nei mangimi per animali.
Per dovere di cronaca c’è da dire che due sono i progetti che la Commissione ha in serbo per la patata biotech, per la quale la società paterna Basf ha richiesto due tipi di autorizzazione: oltre ai mangimi c’è la possibilità di coltivarla con scopi industriali, cioé per produrre amido.

Sebbene si sia ancora molto lontani dall’utilizzo di tale prodotto sulle tavole, diciamo che l’unico ostacolo in cui si può confidare è il tetto massimo di presenza accidentale di Ogm, che negli alimenti non può superare lo 0.9%. Insomma, spero di non dover mai assaggiare le superpatate fritte.

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