A pranzo con Giulia di Michele Marziani, recensione di un ricettario semplice e delizioso

Michele Marziani, A pranzo con GiuliaMichele Marziani torna a deliziarci con delle ricette gustose e semplici. A pranzo con Giulia, infatti, è libro che raccoglie ricette semplici da preparare, come spiega l'autore stesso nelle brevi Istruzioni per l'uso:

Quando sono a casa, a Rimini, vado a prendere mia figlia Giulia a scuola. Pranziamo insieme, tutti i giorni. E cucino io. Poche cose, buone, sane, gustose (spero...) e pronte in mezz'ora. Non ho tempo in più da dedicare alla cucina Un piatto al giorno. Lo stesso che ho pensato di proporre qui: magari è un'idea per altri papà (o mamme) che amano mangiare bene e hanno solo mezz'ora di tempo. O poco più.

Questo è il primo pregio del ricettario: preparazioni semplici e veloci che tutti possiamo realizzare, con ingredienti che troviamo al mercato e senza dover ricorrere a cibi preconfezionati. L'autore, saggiamente, consiglia di utilizzare prodotto freschi e, possibimente, a chilometro zero.

Un altro vantaggio di questo libro, a mio modo di vedere, è che si lascia spazio a chi cucina. Non ci sono foto che ingabbiano la fantasia (i libri di cucina patinati con mille foto sono, secondo me, inutili perché inducono a una sorta di depressione visto che difficilmente nelle nostre case riusciremo a preparare dei piatti così come li propongono i grandi chef; purtroppo nella cultura dell'immagine in cui viviamo si dà più importanza a come si presenta un piatto invece che a quello che nella scodella si mette... ma questo è un altro discorso). E, soprattutto, non si tratta di preparazioni farmaceutiche che indicano i grammi all'esasperazione.

Lo scrive Marziani:

Nessuna preclusione: le ricette vogliono fantasia, non regole fisse e ingredienti misurati e pesati. Ecco, vedrete, ci sono pesi e misure solo dove sono indispensabili.

Simile idea l'avevamo trovata (e apprezzata) nel libro 365 giorni di buona tavola. Consigli e ricette di Beppe e Giuseppina Bigazzi in cui si ribadiva che “cucinare è gioia, felicità, arte… Perché farne un argomento da farmacia?”.

In A pranzo con Giulia le ricette sono presentate secondo le quattro stagioni. Per l'autunno ho trovato interessante (e subito provato anche io!) la pasta con l'uva e i peperoni: un sughetto fatto con acini di uva nera, peperoni dolci, pomodori e un pizzico di timo. Squisito come pochi.

Non mancano ricette internazionali e qui Michele Marziani fa un'annotazione interessante. A proposito del Buranee banjan, piatto afghano a base di melanzane, per esempio, scrive:

Qualcuno di voi si ricorda l'Afghanistan, i talebani, il burqa e quel bisogno impellente e subito dimenticato di esportare la democrazia? Cucinare i piatti degli altri non ripulisce le cattive coscienze, né rinverdisce la memoria, però aiuta a capire pensieri e culture, magari lontane.

È vero. E non è un caso che la saggezza popolare dica che per conoscere una persona bisogna aver mangiato con lei un quintale di sale...

Un'ultima annotazione che mi ha fatto innamorare di questo libricino. Scrive l'autore:

Tutti gli errori si possono correggere in cucina, tranne uno, la presunzione. Qui non ci sono piatti da grandi chef, ma scampoli di felicità gastronomica, ricercata ogni giorno, davanti ai fornelli. Come fosse una passeggiata per respirare un poco. O la pagina di un buon libro. Ovviamente nella mia cucina non c’è la televisione. Mentre la musica è benvenuta. Come gli amici.

Michele Marziani
A pranzo con Giulia
Guido Tommasi Editore, 2012
pp. 100, euro 13

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