"La prova del cuoco", meglio l'italiana o l'inglese ?

OK, è tutta questione di gusti. Ed i gusti sono personali. Qui, mi tolgo il serio (?) cappello (da cuoca ?) di gustoblogger.it per dire la mia. Ah già, una volta ogni tanto, forse, mi sarà concesso.

Vedevo "La prova del cuoco". E mi ponevo tanti "perchè". Per esempio perchè la Clerici dovesse per forza atteggiarsi (o essere) assoluta impedita, e fingere, dopo 5 anni, di non riuscire ancora a mettere insieme un impasto senza tanti pasticci, quando anche i bambini riescono a farlo. Perchè il programma dovesse durare così tanto. Perchè ci fossero così tante canzoncine più o meno idiote, non essendo queste necessarie, in quelle dosi, nemmeno nei programmi da bambini.

Poi ho incontrato "Ready, Steady Cook !", su BBC Prime, ed ho avuto la rivelazione. QUELLO è il MIO programma, quello è tutta un'altra cosa. Magari anch'esso farà storcere il naso ai puristi della cucina, soprattutto per gli ingredienti usati che, ovviamente, sono molto "british" (leggasi patate e cipolle a chili), però... beh, è davvero tutta un'altra cosa.

Dura solo 45 minuti (invece dell'ora e mezza italica), la gara principale dura 20 minuti, come in Italia (e bisogna ammettere che gli ospiti che si trovano ad aiutare i cuochi sono decisamente più scarsi di quelli italiani), seguita da un'altra prova, di soli 10 minuti e con meno ingredienti, in cui si cimenta un solo cuoco, aiutato da Ainsley Harriott. Insomma: veloce, gradevole, simpatico, tranquillo...

Il presentatore è anche cuoco, e può aiutare i concorrenti. La sua simpatia è di sicuro uno dei cardini del programma, ed in questi giorni si può goderne anche in un altro programma, in onda su Gambero Rosso Channel, "In viaggio con Ainsley". Consigliatissimo.

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