A Vallepietra la sagra del fagiolo e dello ‘scacchiato’

Sarà che sono particolarmente legata a questo territorio perché la mia famiglia ha da sempre una casetta per le vacanze nelle vicinanze, ma Vallepietra non è un posto qualunque.
Innanzitutto c’è il santuario della SS Trinità ai piedi del Monte Autore, che ogni anno nel periodo dei pellegrinaggi conta 600mila visitatori, poi c’è una sagra che si festeggia il primo sabato di novembre e che per molti costituisce l’evento principia dell’anno: la festa del fagiolo e dello ‘scacchiato’.

Il fagiolo di Vallepietra lo conoscono tutti: è bianco, grosso (detto perciò Ciavattone) è coltivato in pochissimi appezzamenti di terreno senza diserbanti né concimi chimici, quindi può definirsi a tutti gli effetti un prodotto biologico.
Sempre qui, all’interno del Parco dei Monti Simbruini, si celebra lo ‘scacchiato’: un impasto a forma di pupazzo fatto con il pane e cucinato in diverse maniere. Quale sia la sua origine non lo so, potrebbe essere lecito pensare che costituisse una protezione dal malocchio, cadendo la sua festa intorno alla Giornata dei Defunti.

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