Tre caffè a giorno tolgono il medico di torno

Caffeinomani di tutto il mondo, gioite! L’ultima ricerca in argomento ‘droga nera’ è più che positiva per tutti colori che della mitica ‘tazzulella’ non possono proprio fare a meno.
Secondo uno studio europeo cui ha preso parte anche il nostro Istituto superiore di Sanità, tre tazzine di caffè al giorno migliorerebbero la memoria degli anziani, riducendo di fatto il rischio di Alzheimer.

Il merito sarebbe proprio della caffeina che, entrando in circolo nel sangue, agirebbe come antagonista dei recettori dell’adenosina A nel cervello e la dose consigliata per contrastare il rilascio dei radicali liberi (responsabili, com’è ormai noto, dell’ossidamento dei neuroni) è appunto di tre tazzine, per un totale di 255 milligrammi della sostanza.

La ricerca, denominata Fine8 e reperibile sul sito dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha analizzato nel corso di 10 anni 676 uomini sani, nati tra il 1900 e il 1920 in Italia, Finlandia e Paesi Bassi. Manco a dirlo, gli italiani sono risultati quelli con le prestazioni migliori... tutto merito del caffè.

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