In Italia si può mangiare ‘a chilometro zero’

Avete presente quelle brutte avventure capitate a chiunque, del tipo che sei al ristorante e ti arriva nel piatto il pesce che proprio fresco non è o l’insalata con foglie quasi ammuffite?
Bene, ora, almeno in Italia, questo potrebbe non accadere più, grazie alla nascita della prima rete di locali cosiddetti ‘a chilometri zero’ promossa dalla Coldiretti.

Come già anticipato dagli amici di Soldi, in pratica si tratta di esercizi pubblici (bar, ristoranti, gelaterie ecc.) che utilizzano esclusivamente prodotti del territorio acquistati direttamente da imprese agricole ed evitano così l’inquinamento derivato dal trasporto degli alimenti su e giù per la penisola e oltre, nonché brutte sorprese agli avventori.

Il primo esperimento di questa rete di esercenti, ben riconoscibili grazie ad apposite targhe, è in Veneto, ma si sta estendendo in molte altre zone come la provincia di Taranto dove è attivo il primo farmers market gestito in centro direttamente dagli agricoltori.
Coldiretti fa sapere che ogni famiglia, facendo attenzione a consumare soltanto prodotti locali e con un occhio anche agli imballaggi, in un anno può risparmiare fino a mille chili di anidride carbonica nell’aria.

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