Vino Catanalesca: il vitigno del Vesuvio ma di origine spagnola

Uva Catalana, Catalana o Catalanesca è un vitigno probabilmente originario della Spagna. Alcuni documenti risalenti al quattrocento parlano di un'uva Catalana, ed alcuni testi del cinquecento ne parlano individuandola nella zona del Vesuvio. Da sempre utilizzata come uva da tavola, e così classificata anche dagli ampelografi che l'hanno comunque da sempre reputata adatta anche alla vinificazione. Questa ambivalenza fu sempre sfruttata dai contadini napoletani.

Quest'uva bianca è raccomandata nei disciplinari per il vino campano e autorizzata per quello sardo. Il vino si presenta giallo paglierino con profumi di albicocca e limone. Segue un leggerissimo sentore di miele di millefiori. In bocca si sente una nota alcolica ed una buona acidità a sostenerla. Direi che è un vino interessante. Contrariamente a queste zone, la sua aree di vocazione è quella che si trova a nord-ovest del Vesuvio, precisamente nei comuni di Somma Vesuviana, Sant'Anastasia, e Ottaviano.

La sua caratteristica è quella di conservarsi molto a lungo sia sul grappolo, che dopo esser stata raccolta, grazie al grappolo spargolo ed alla buccia spessa dell'acino.Il grappolo si presenta piccolo, privo di ali, dalla forma cilindrico-conica, mentre l'acino è abbastanza grande, rotondo e giallo dorato.Come abbiamo detto è sempre stato un vitigno dal duplice utilizzo, grazie all'elevato potenziale zuccherino che riusciva ad avere.

Cantine Olivella produce questo vino da Catalanesca in purezza da non molto tempo, anche se della produzione di vino se ne occupavano già lo zio ed il papà dell'attuale proprietario. Il vino che ne viene prodotto complessivamente è interessante. Struttura alcolica decisamente presente in parte equilibrata dell'acidità. Vino dai delicati profumi di limone e di albicocca secca, con delle sfumature di miele di millefiori. Certo non vi aspettate un vinone grasso e complesso, ma direi piuttosto uno con un carattere vivace e schietto. Il prezzo non dovrebbe sforare i dieci euro e direi che sia per la ricerca del vitigno, sia per come si presenta il packaging del vino, possono essere tranquillamente spesi, almeno per assaggiarlo.

Foto | Alessia

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