Una carta dei diritti del cliente per i ristoranti di Los Angeles

6 Novembre 2007

Quando ho letto la notizia non ho potuto fare a meno di sorridere. Poi, ripensandoci bene, un fondo di verità c’è e non è un’iniziativa poi così scontata. In America, da sempre patria della libertà, è stata realizzata la prima carta dei diritti del cliente, una serie di 25 punti che questi potrà invocare a tutela del “buon servizio”al ristorante. L’idea è stata dei ristoratori di Los Angeles.

Nella lista si parla di ospitalità (quanti offrono un aperitivo per ammazzare l’attesa delle portate? Quanti invece non lo fanno?), uguali opportunità fra vip e non vip, scelta degli orari, cortesia, tempi e modi d’attesa, rumorosità, lista dei vini, diritto ad avere la descrizione dei piatti, il pane e l’acqua di rubinetto filtrata sempre disponibili, diritto al rifiuto dei cibi o del vino se non sono come li abbiamo chiesti, cambio di posate per ogni portata, servizio veloce, privacy.

Forse questi punti dovrebbero essere scontati ed imposti dal bon ton del buon ristoratore, ma non sempre questo accade. Strano, perché l’obiettivo principe dovrebbe essere il soddisfacimento del cliente, in modo tale da porlo in condizione di tornare. Chissà se anche in Italia qualcuno ratificherà, quantomeno in teoria, questa originale carta dei diritti…

Via | Corriere

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