Le nuove frontiere del consumo

14 Novembre 2007


Tempi di magra? I prezzi aumentano sempre più? Persino per i beni più importanti come il pane e la pasta? Eppure ci sono delle soluzioni alternative per fare la spesa, soluzioni all’insegna della qualità e della convenienza, incoraggiando l’attività dei piccoli agricoltori, nel rispetto della biodiversità e dei sapori locali. Di seguito un breve guida, tratta da Kataweb.it, alle quattro tipologie più diffuse: gruppi d’acquisto solidale, agricoltura sostenuta dalle comunità locali, spesa a domicilio e Farmer Market.

I Gruppi d’acquisto solidale
Nati nel 1994 in Emilia Romagna, ad oggi sono 350. La logica è quella di costituire un gruppo di persone e insieme comprare all’ingrosso prodotti alimentari che vengono poi ridistribuiti all’interno. Fondamentale è il rispetto dell’ambiente e la dignità del lavoro.

Agricoltura sostenuta dalle comunità locali
L’idea è nata in America con i CSA (Community Supported Agricolture). I CSA sono aziende agricole dove i consumatori collaborano all’andamento dell’azienda assicurando l’acquisto di una parte del raccolto stagionale e assumendosi costi, rischi e ricavi della produzione insieme ai coltivatori. Per cercare, regione per regione, le aziende che applicano la vendita diretta clicca qui.

La spesa a domicilio
Tramite ordinazioni via mail e la formula degli abbonamenti, molte aziende agricole riforniscono i loro clienti direttamente a casa propria: da Nord a Sud si contano esempi un po’ in tutta Italia.

Farmer Market – I mercati contadini
Sono spazi gestiti direttamente dagli imprenditori agricoli, in cui chi lavora la terra vende i prodotti dell’orto senza passare per intermediari.

Foto | Gabriele

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