È proprio vero che un’acqua vale l’altra?

23 Novembre 2007
di roby

Acqua del rubinetto o acqua in bottiglia: la questione è annosa quasi quanto preferire i Beatles ai Rolling Stones, ma la realtà è che, insidiosa, dietro si nasconde una scelta ancor più radicale, quella tra acqua ‘liscia’ e gassata.

Il discorso è stato portato sotto i riflettori dal Comune di Milano dove alcuni consiglieri lo scorso settembre hanno proposto di dotare le fontanelle di acqua frizzante, ma anche Roma e Firenze discutono da tempo sulla questione, promuovendo, di fatto, ‘l’acqua del sindaco’, che nella capitale è addirittura certificata come ottima.

La tendenza al recupero della bevuta dal rubinetto, manco a dirlo, affonda le radici nel mondo ambientalista made in Usa, ma anche da noi sta prendendo piede, sostenuta dagli esperti che affermano con sicurezza che non c’è alcuna differenza tra le due, almeno per chi è in salute.
In Italia, infatti, solo in alcune zone, pochissime, l’acqua comunale è sconsigliabile ai più, altrove è off limits solo per chi soffre di particolari patologie e non può assumere troppo calcare.
Restano da sciogliere due nodi: il sapore di cloro e l’essenza ‘friccicarella’. Per il primo si fa presto: basta far prendere aria all’acqua oppure scaldarla appena, per il secondo è più dura, oggi esistono filtri, ma il metodo più semplice rimane la polverina, occhio però perché è piena di sodio.

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