Meditazioni in cucina di Gabriella Ganugi, recensione di un bel libro di ricette

Gabriella Ganugi, La bambina che contava le formiche. Meditazioni in cucinaLa bambina che contava le formiche. Meditazioni in cucina di Gabriella Ganugi è uno dei più bei libri di cucina che io abbia letto in quest'ultimo periodo. Del resto il sottotitolo la dice lunga: la cucina come luogo sì di preparazioni di vari manicaretti ma anche come ambiente in cui confluiscono delle meditazioni, dei pezzi di vita che rendono più saporite le pietanze.

L'operazione che compie Gabriella Ganugi nel suo libro è molto interessante: racconta la sua vita, come una normale autobiografia, però ci presenta anche i piatti che le piacevano da piccola, quelli che magari le preparava la mamma o la nonna; oppure quel particolare sapore che le riporta alla memoria un evento piacevole o meno.

Il libro è diviso in due grandi parti: la prima è un'autobiografia culinaria, potremo dire; la seconda è composta da ricette che nutrono la vita. La parte centrale, quella in cui spiega come sono organizzate le ricette (prese un po' dai quadernini di sua nonna, di sua mamma o dai ritagli dei giornali messi da parte nel corso di anni), l'autrice fa un'interessante riflessione che ritengo utile riportare anche qui su Gustoblog.

Scrive Gabriella Ganugi:

Ho sempre pensato che la personalità di un individuo si esprima nel suo rapporto con il cibo. Non parlo di disordini alimentari generati da fattori psicologici, ma dal rapporto quotidiano che tutti hanno con il bere e con il mangiare. Ci sono persone che limitano moltissmo la varietà dei loro alimenti, adducendo scuse del tipo: non mi piace. Oppure comeva di moda adesso: sono allergico. Non hanno sviluppato il loro gusto, sono rimasti “bambini” in quell'area della loro personalità. Sono ancora allos tadio infantle del dolce e del salato, non sono evoluti nel gusto e nel palato.

Ganugi, quindi, dedica il suo libro “a un altro pubblico, un'audience di appassionati di cucina, a palati liberi”. Forse quella di essere palati liberi è una bella meta per quanti, come noi, si dilettano tra i fornelli.

E a proposito di buone ricette ve ne riporto una dal libro: pomodori con l'uva.


Ingredienti per 4 persone: 3 pomodori non maturi, olio extravergine di oliva; 1 grappolo di uva bianca Trebbiano; pane grattugiato, tostato, mescolato a un pizzico di farina; sale.

Tagliare i pomodori in orizzontale a fette dello spessore di 1 cm circa e passareli nel pane tostato e farina. Mettere in una teglia abbondante olio di oliva, e quando è caldo adagiare i pomodori sul fondo senza sovrapporli. Quando sono rosolati da ambo le parti, cospargerli col succo di unva ottenuto passando i chicchi con il passaverdure. Questa è una ricetta della vendemmia. I miei nonni, contadini, offrivano la cena a tutti i lavoratori che venivano a vendemmiare.

Gabriella Ganugi
La bambina che contava le formiche. Meditazioni in cucina
Mursia, 2012
pp. 226, euro 16

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