La stagione dei funghi, la ‘carne dei poveri’

A me piacciono da matti, probabilmente per la loro versatilità in cucina e il sapore inconfondibile che sanno dare a ogni piatto, spesso ‘aggiustandolo’ a dovere, ma non sapevo che, almeno in origine, fossero definiti la ‘carne dei poveri.’
Poveri di grassi, ricchi di vitamine del gruppo B, minerali, carboidrati e proteine, hanno qualità terapeutiche notevoli, soprattutto la varietà cinese ‘reishi’, usata per irrobustire il sistema immunitario al pari di ginko e ginseng.

Se la medicina tradizionale orientale già da tempo li considera veri e propri ‘farmaci’ regolatori di glicemia e colesterolo, antimicrobici e antiossidanti, anche quella occidentale sta approfondendo gli studi dando vita a una nuova disciplina: la micoterapia.

Quest’anno la produzione italiana di funghi, secondo le stime, sarà di 30mila tonnellate con un consumo di circa mezzo miliardo di euro, ma il solito problema, soprattutto per chi ama improvvisarsi raccoglitore, è sempre il solito: saperli riconoscere. Due rapidi consigli: lasciar perdere i funghi che crescono sui cigli di strade trafficate (anche se commestibili sono avvelenati dallo smog) e portare il proprio raccolto in Comune o nell’Unità Micologica di riferimento per una valutazione veloce e gratuita.
Buon appetito!

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