Come fare in casa le nuvole di drago cinesi con la ricetta originale

Nuvole di drago cinesi

Le nuvole di drago sono quelle sfogliatine simpatiche e croccanti che nei ristoranti cinesi vengono servite come antipasti o per dare il benvenuto. In commercio esistono delle confezioni con le nuvole di drago pronte per essere fritte in casa. Ma se volete potete preparare in casa direttamente l'impasto. Il procedimento è semplice, anche se molto lungo.

Per fare in casa le nuvole di drago cinesi con la ricetta originale ci occorrono i seguenti ingredienti: 100 g di surimi, 80 g di frumina (o in alternativa potete usare l'amido di riso), 40 g di fecola di patate, 20 gr di cipolla, olio di arachidi (per friggere le nuvole di drago), sale.

Come fare in casa le nuvole di drago cinesi con la ricetta originaleFrullate insieme il surimi e la cipolla, versate il composto in una ciotola e unitevi la frumina e la fecola di patate e quindi iniziate a lavorare il composto. Nel caso in cui sia necessario unite pochissima acqua per far sì che gli ingredienti si amalgamino per bene. Regolate di sale. Una volta che avrete lavorato il tutto, date forma di cilindro al panetto e mettetelo a cuocere al vapore per una quarantina di minuti.

Trascorso il tempo di cottura, togliete il cilindro dalla vaporiera (risulterà gelatinoso), mettetelo in un piatto, fatelo raffreddare e quindi riposare in frigo per ventiquattrore.

Quando il cilindro sarà ben rassodato, tagliatelo a fettine sottili che andrete a sistemare su una placca da forno rivestita con carta forno e quindi passate in forno a 60 gradi per un'ora in modo che si secchino.

A questo punto il prodotto è pronto per essere fritto: versate un po' di fettine nell'olio bollente e in men che non si dica le vedrete gonfiarsi nell'olio. Non lasciate le nuvole di drago troppo tempo nell'olio altrimenti diventano troppo dorate e cambiano sapore. Una volta fritte, comunque, vanno consumate entro poche ore, per evitare che si ammollino.

Se preferite, potete sostituire il surimi con una quantità equivalente di polpa di gambero.

Foto | Dani P.L.Miia Ranta

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