I fritti migliori amici dei tumori?

12 Dicembre 2007
di roby

Solo in parte, potrebbe essere la risposta alla domanda nel titolo, perché nulla nella nostra alimentazione deve essere demonizzato. La notizia arriva dall’Olanda, precisamente dall’università di Maastricht che ha pubblicato uno studio eseguito per 11 anni con oltre 120mila persone prese a campione, sulla rivista scientifica Cancer Epidemiology.

Secondo la ricerca i cibi fritti o troppo cotti favorirebbero l’insorgenza di degenerazioni maligne nell’organismo, in particolare i tumori all’utero e alle ovaie nelle donne.
L’Heatox Project, progetto che riunisce 40 studi sul tema, nei 3 anni di vita e 14 Paesi in cui è stato portato avanti da 24 istituzioni, ha analizzato 800 composti indotti dal calore nel cibo, dei quali 50 sono risultati potenzialmente cancerogeni.
Il colpevole sembra essere l’acrilamide, una sostanza molto pericolosa se ingerita in dosi eccessive rispetto al proprio peso corporeo.

L’antidoto? I medici raccomandano di preferire pasti fatti in casa anziché fast food o ristoranti, ma anche sui fornelli domestici l’importante è evitare di cuocere e friggere troppo, eventualmente è meglio rimuovere le parti bruciacchiate e quindi scure. Tra i cibi indicati come maggiormente a rischio ci sono diverse specialità europee: il Lefse e il Lompe (sottile pane di patate) piatti tipici norvegesi, il Rosti svizzero (pane fritto con patate), la torta speziata olandese, il tulumba turco (trattasi di un dessert), e le mandorle arrostite usate in Spagna per preparare i dolci natalizi.

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