Frutta e verdura, rincari da record

Siamo nella settimana immediatamente prima di Natale e in quella che segue il blocco dei tir: che i prezzi aumentino è normale, direte voi, ma forse è il caso di approfondire l’argomento per evitare brutte sorprese.

Innanzitutto c’è da sapere che la situazione si normalizzerà nei prossimi giorni quindi bando agli allarmismi, ma resta la denuncia del Codacons sull’entità dei rincari alimentari che vanno dal 5% delle uova all’8 della carne; la frutta aumenta del 10%, la verdura del 20 e il pesce fresco addirittura del 30! I dati, naturalmente, si riferiscono ai mercati d’Italia (nessuna impennata dei prezzi, pare, per la grande distribuzione) e l’avvertimento riguarda anche la qualità delle merci, a volte irrimediabilmente compromessa dall’eccessiva permanenza sui camion in protesta.

Tra i banchi, comunque, (se n’è accorto chiunque abbia fatto la spesa) sembra di stare in una gioielleria: ci sono rincari per molte insalate come sedani e spinaci e i finocchi sono arrivati a costare addirittura il 50% in più! A Campo de’Fiori, storico mercato rionale della Capitale, le ciliegie e i fagiolini (entrambi fuori stagione) sono venduti rispettivamente a 15 e 12 euro al chilo, le zucchine a 5, il pomodoro ciliegino a 4. Si ‘salvano’ solo i prodotti meno deperibili, come le patate e la frutta secca.

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