Il ‘coffee sharing’, quando il caffè diventa un lusso

Il 2008 appena iniziato ci ha portato davvero un bel regalo: il rincaro del caffè, che per noi italiani è molto più di una bevanda che ci sveglia o ci fa digerire, ma è un piacere, un piccolo lusso alla portata di tutti (almeno finora), una pausa da condividere.

E proprio su quest’ultima affermazione devono aver lavorato a Partinico (Palermo), dove, per combattere l’aumento del prezzo della preziosa tazzina da gustare al bar, la gente si è inventata la moda del ‘coffee sharing’. In inglese il nome ha il suo fascino, ma a spiegare cos’è in realtà fa anche un po’ riflettere, almeno sul livello d’igiene: in pratica due o tre amici possono condividere una tazzina di caffè bevendone una goccia per uno e spartendosene, così, anche il costo. Ovviamente interviene il galateo che prescrive di bere ognuno da un lato della tazzina per non sovrapporsi, in modo da preservare anche la salute oltre alle tasche.

Quest’idea farà anche sorridere, ma si smette subito se si considera che il caro-caffè ha fatto schizzare questo piacere a una media di 70-90 centesimi di euro, con picchi di 1 e 20 a Bologna, che supera la triade di grandi città Milano-Roma-Venezia dove ancora si viaggia dai 70 all’euro. Non stupisce che a Partinico abbiano lanciato la moda: in questo comune di 31mila abitanti c’è la più grande percentuale di bar in cui si consuma in media un caffè al minuto durante le 16 ore d’apertura.
Che dire? Meno male che non mi piace ristretto!

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