Gambero Rosso Channel, critiche e spunti

Allora, sediamoci comodi che qui si fa polemica.

O meglio, intendo polemizzare sulla polemica (?) e su chi si prende troppo sul serio.

La gustoblogger in questione si toglie il cappello di mera informatrice per dire la sua, quindi esprime una sua, propria, individuale, personalissima opinione (la premessa è d'obbligo).

Ho la netta sensazione che in Italia ci siano molte, molte, moltissime persone che, quando si mettono a parlare di enogastronomia, salgono in cattedra, si riempiono la bocca non di delizie culinarie ma di paroloni, di iperboli, di frasi fatte, per il gusto, probabilmente, di sentire la propria voce.

Più che parlare di cibo, in Italia, si polemizza su chi lo fa, in un contorcersi di accuse, di critiche più o meno velate e simpatiche, di stroncature verbali al fulmicotone, insomma, si monta su una panna incredibile (tanto per usare una metafora appropriata).

Purtroppo questo accade qualsiasi sia il mezzo di comunicazione utilizzato, da Internet, ai giornali, alla TV.

Dove si parla di cibo si fanno comizi, si fa "talk show all'italiana", con panel di relatori preparatissimi (ah si ?) che pontificano esibendo la loro immensa competenza tra loro, in salotti che risultano, allo spettatore, come una dose doppia di valeriana dopo tre bicchieri di vino ed una caponata di melanzane.

A volte, però, nell'immenso nulla rappresentato dalla TV gastronomica italiana, emergono piccole chicche. Il tutto sta nel risultare svegli, o quanto meno in possesso delle proprie capacità intellettuali e nel riuscire a coglierle.

Una di queste chicche ha premiato il mio masochismo, alcuni giorni fa, dopo qualche ora passata a poltrire davanti Gambero Rosso Channel, con un libro in mano (le tavole rotonde sul cibo sono un sottofondo monotòno perfetto per non distrarre la lettura). Un breve filmato su una libreria che, a naso, merita un reportage (alla prossima salita a Torino farò irruzione per i gusto-lettori ! Promesso !): è la libreria Taste Book, di C.so Vittorio Emanuele 58, appunto, a Torino.

Purtroppo nulla si trova su Internet per approfondire degnamente, ed è un vero peccato; il servizio era delizioso: una libreria che unisce una ricca selezione di testi direttamente o indirettamente legati alla gastronomia, abbinata alla vendita di prodotti che, con i libri, hanno a che fare. Ecco allora, ad esempio, i vini ispirati dai libri di Cesare Pavese, o altre delizie gastro-letterarie.

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