Celiachia: ovvero vita senza pane, pasta & Co.

Non si scrive mai abbastanza della celiachia, alias intolleranza al glutine: un complesso proteico presente nei derivati di grano, segale, orzo ecc. Chi ne è affetto non solo non può mangiare alimenti come pane e pasta, ma neppure insaccati o certo scatolame che ha, tra i conservanti usati, anche questa sostanza. La causa principale del disturbo (che può presentarsi a diversi stadi, l’ultimo dei quali mortale) pare sia un’enterite virale contratta dai soggetti nei primi mesi di vita e causata dal Rotavirus, cui fa da concausa una certa predisposizione genetica.

Diarrea, mal di pancia, stipsi, magrezza sono i sintomi principali della ‘malattia’, in costante aumento anche in Italia (dove peraltro la dieta mediterranea regna, con il pane re e la pasta regina): se 20 anni fa c’era un celiaco ogni due-tremila abitanti, oggi ce n’è uno ogni 150. La buona notizia è che la diffusione del morbo ha incentivato la ricerca sul campo e oggi sono in sperimentazione un vaccino preventivo e una pillola tampone che annullano gli effetti deleteri della reazione delle cellule intestinali al transito del glutine.

L’unica cura, per ora, resta la dieta: esistono molti prodotti senza glutine (ancora troppo rari, costosi e poco saporiti) e molti ristoranti si stanno specializzando. Speriamo che la situazione migliori!

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