In Usa dilaga l’obesità. W la dieta mediterranea!

Ahi, ahi: come sono lontani i tempi di ‘grasso è bello’, quando la società, reduce dagli stenti della guerra, imponeva a giovani e non modelli fisici piuttosto in carne. Oggi il mondo è rovesciato, ma allora qual è la novità? Che un gruppo di studiosi del Dipartimento della Salute di New York ha messo in relazione la tendenza a ingrassare con l’autostima personale.

Gli esperti hanno condotto una serie di esperimenti su un campione di 4400 ragazze tra i 12 e 18 anni ripartendo il campione in base ai parametri del reddito familiare e dell’indice di massa corporea e ne hanno ‘misurato’ l’autovalutazione. Il test, ripetuto due anni dopo, ha fatto concludere che le giovani che si ritengono impopolari hanno il 69% in più di possibilità di ingrassare.

Il risultato, in realtà, non fa altro che avvalorare la già ben nota correlazione tra fattori emotivi e disturbi dell’alimentazione, un settore molto battuto dagli scienziati Usa a causa dell’incidenza dell’obesità, che negli States ha raggiunto le dimensioni di una vera e propria piaga sociale: tra il 1999 e il 2004 le ragazze obese sono aumentate del 15%. Tutto ciò costa in media 127 milioni di dollari l’anno al sistema sanitario nazionale, tre volte in più rispetto a 20 anni fa.
Ciò non toglie, ma è il mio modesto parere, che gli americani dovrebbero rivedere un po’ le loro abitudini a tavola: w la dieta mediterranea!

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