Entrato in vigore l’obbligo di etichettatura per l’olio d’oliva

Una buona notizia per l’ingrediente che fa davvero la differenza nella cucina italiana: l’olio d’oliva. Dallo scorso 17 gennaio, infatti, è entrato in vigore il cosiddetto decreto ‘salva olio’, cioè quello che prevede l’obbligo di indicare sull’etichetta non solo la provenienza delle olive (se da più Paesi devono essere esplicitati tutti in ordine di percentuale dei frutti impiegati), ma anche il luogo del frantoio. L’ammenda per chi non ottempera l’obbligo può arrivare fino a 9500 euro.

Un provvedimento doveroso per il made in Italy che tutela anche i consumatori (metà dell’olio usato in Italia proviene dall’estero) e contribuisce a fermare frodi e inganni. Magari riuscirà pure a risollevare i consumi calati nei primi nove mesi del 2007 di ben l’1.2% (secondo i dati Ismea Ac Nielsen): ogni italiano pare usi 14 kg di olio a testa in un anno, con preferenza netta per l’extravergine d’oliva.

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