Con le Olimpiadi in Cina ristoranti liberi dal fumo. O no?

È un po’ che si sente dire in giro: il divieto di fumo nei ristoranti di Pechino, capitale cinese e sede dei giochi olimpici estivi 2008, proprio in vista della pacifica ‘invasione’ di stranieri. A farlo per adesso, stando a quanto riportato dal quotidiano China Daily, è stato soltanto il Meizhou Dongpo, che a causa di questa scelta ‘rivoluzionaria’ oggi rischia di fatto la chiusura per mancanza di clienti.

I cinesi, con ben 350 milioni di fumatori, sono il popolo che consuma più tabacco al mondo (le vendite di sigarette fruttano circa 50 milioni di euro l’anno), ma d’altronde la Cina ne è anche il maggior produttore. Nonostante questo la campagna antifumo è sostenuta anche dal governo, nella persona di Rao Yingsheng, funzionario della Commissione di Pechino per il Patriottismo e l’Igiene.

Come finirà? Pare che il ‘verdetto’ si avrà in febbraio, ma coloro che hanno la memoria lunga ricordano che per le Olimpiadi Sidney 2000 analogo divieto di fumo fu introdotto in Australia ben sei mesi prima. Siamo già fuori tempo massimo?

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