Almo Nature: quando il gatto mangia meglio del padrone



Il presupposto, ovvio, è che chiunque voglia spendere 20 euro per comperare al proprio gatto 12 scatole di tonno con bianchetti “completamente naturale, con pollo e pesce cotti a vapore e inscatolati con la loro acqua do cottura, senza aggiunta di coloranti, conservanti, additivi” è ben libero di farlo.

Però, da appassionato di buon cibo e da gustoblogger, mi chiedo se sia davvero sano che ci si preoccupi di dare ai propri animali domestici “carne proveniente solo da allevamenti liberi e hormon/antibiotic free e pesce di aziende che garantiscono che sia pescato in mare aperto, non di allevamento”.

Forse è solo una questione di invidia tra specie viventi, dato che io non sono mica sicuro di mangiare carne da allevamenti liberi e hormon/antibiotic free e sono invece sicuro che gran parte del pesce che mangio non è stato pescato con l'amo da un anziano e paziente pescatore nelle acque norvegesi.

E a dirla tutta mi chiedo se davvero un pechinese o un soriano siano in grado di riconoscere, dopo la lavorazione e la cottura, una trota d'allevamento da una pescata in un limpido torrente del Trentino.

Aspettiamo con ansia che finalmente qualcuno colmi un inspiegabile vuoto, realizzando delle piccole bottiglie di vermentino di Gallura per accompagnare il pranzo di pesce del nostro siamese...

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