L’Italia preferisce il BIOlogico al BIOtech

Qualche giorno fa l’Eurispes ha diffuso i dati del rapporto Italia 2008 in cui, naturalmente, si parla anche delle abitudini alimentari del nostro Paese, mutate e non. Stando ai rilevamenti, noi italiani siamo un popolo che adora il biologico, da intendere come mangiare sano, prodotti di qualità certificata, meglio se locali: crescono, infatti, i consumi in questo settore di mercato, soprattutto per prodotti destinati all’infanzia, salumi ed elaborati di carne, frutta e verdura; in calo prodotti dietetici, oli, biscotti e dolciumi vari.

Un altro rapporto, questa volta a cura di Nomisma, mette in luce, invece, la diffidenza del nostro Paese verso le biotecnologie e gli ogm. L’Italia, infatti, investe pochissimo nella ricerca per sviluppare mais più produttivi e adatti alle esigenze italiane, che farebbero tra l’altro risparmiare cifre intorno ai 750 milioni di euro l’anno. Tutto questo sembra sia un problema, a patto che davvero entro il 2013 la disponibilità di mais non geneticamente modificato calerà bruscamente del 40-70%, ossia dai 43 milioni di tonnellate attualmente disponibili a un valore compreso fra i 13 e i 26. Di converso, il mais geneticamente modificato salirà dal 49% all’86% della produzione totale.

Scenario apocalittico? Può darsi, ma Coldiretti (tra i principali sostenitori dell’opposizione) precisa che non si tratta di atteggiamenti ideologici, bensì di tutela territoriale. Intanto in Italia nel 2007 due cittadini su tre hanno acquistato cibi garantiti ogm free: il 10% in più rispetto all’anno precedente.

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