Dall’Europa una legge per la pizza napoletana

Quante pizze avete mangiato finora nella vostra vita? E quante erano veramente degne di questo nome: croccanti al punto giusto, leggere, né troppo alte né troppo basse? Beh, presto sarà molto più semplice riconoscere la vera pizza napoletana, grazie al marchio S.t.g. (specialità tradizionale garantita) che entro l’anno verrà riconosciuto dall’Unione europea.

L’idea venne nel 2004 a due tra le principali associazioni di categoria, ‘Verace pizza’ presieduta da Antonio Pace e ‘Associazione pizzaiuoli napoletani’ guidati da Sergio Miccù. Ora, grazie al direttore generale per la qualità dei prodotti alimentari del ministero delle Politiche agricole, Laura La Torre, il sogno diverrà realtà. Rigidissimi, com’è giusto, i parametri per il riconoscimento: 20 minuti per l’impasto, due ore di lievitazione, peso dei panetti per le singole pizze tra i 180 e i 250 grammi, spessore per il disco di pasta steso di 0.3 mm al centro e di 1-2 cm sul bordo (il cosiddetto ‘cornicione’) per un diametro non superiore ai 35 cm.

Quanto al condimento, vengono menzionati 80 g di pomodori pelati frantumati, spalmati sull’impasto con delicato movimento a spirale a partire dall’interno; non c’è traccia delle tradizionali alici, e questo per molti buongustai potrebbe essere un problema. Quindi la cottura: in forno obbligatoriamente a legna, in cui si raggiunge una temperatura massima di 485 gradi, e va consumata fumante, pena la perdita del marchio. Specificate addirittura le calorie: 149.47 ogni 100 g di marinara, 188.04 per la stessa quantità di margherita.

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