Successo di Eurochocolate 2012 ma bisognerebbe puntare più sull’educazione al gusto

Successo di Eurochocolate 2012 ma bisognerebbe puntare più sull’educazione al gusto

Anche quest'anno Eurochocolate ha riscosso un ottimo successo. Non ci sono ancora dati certi e non si sa se sia stato raggiunto il milione di presenze come auspicato dagli organizzatori. Certo è che la crisi, onnipresente, ha preteso il proprio obolo, infatti, a giudicare sommariamente dal movimento che si è registrato in città, una certa flessione nelle presenze si è notata.

Non è venuto meno l'entusiasmo di chi ha visitato i numerosi stand, la curiosità incentivata dalla gran quantità di marchi presenti e dalle offerte golose e originali.

Successo di Eurochocolate 2012 ma bisognerebbe puntare più sull’educazione al gustoÈ vero che fra mucche viola svolazzanti, orsetti dorati a profusione e Baci a pioggia, i visitatori sono stati attratti da prodotti noti e ben collaudati, più che gettarsi nella rischiosa sperimentazione. Ma, si sa, il cioccolato è un classico prodotto di conforto e, allora, non si deve pretendere da chi cerca ristoro in un gusto conosciuto e familiare, una prima attenzione ai cioccolati di nicchia. Quelli arriveranno in un secondo momento, dopo aver appagato il primo impulso di calarsi nell'atmosfera della festa del cioccolato.

A questo proposito, e non per vestire con testardaggine i panni del gourmet, sarebbe stato un azzardo molto interessante avere, oltre gli stand soliti, delle istallazioni didattiche, ma veramente didattiche, in grado di trasmettere in modo ben calibrato i saperi che trasformano il semplice gesto di mangiare del cioccolato in un momento di conoscenza profonda e, perché no, spirituale. I più non sanno dove si produca il cacao, né cosa comporti la lavorazione delle preziose bacche, né come da generazioni il cacao venga lavorato secondo criteri le cui origini si perdono nei tempi.

Sì può divorare una tavoletta di cioccolato? Certamente, non sarà un post a stravolgere delle abitudini, ma se solo ci si soffermasse sul profumo, sul colore, sulla consistenza del cioccolato, dei vari tipi di cioccolato, dal sabbioso modicano, al dolce piemontese, al romano realizzato con latte di pecora, per restare in Italia, la gita perugina potrebbe davvero rappresentare un momento stimolante e un incentivo non solo a consumare responsabilmente, ma a tornare non tanto e non solo per rispettare l'appuntamento con il cioccolato, ma per il piacere della scoperta.

Da questo punto di vista la kermesse perugina è un po' carente, si punta al consumo come unica forma di interazione. Resta il fatto che su tali iniziative è indispensabile puntare in una regione che, pur ricchissima di arte, storia e tradizioni, troppo spesso è marginalizzata.

Infine, vorrei concludere ricordando che il miglior cioccolato è la curiosità.

Foto | Eurochocolate

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