Giù il termometro, su i prezzi di frutta e verdura

Quando la temperatura si abbassa, i prezzi di ortaggi e frutta salgono alle stelle: non proprio una consolidata legge di mercato, ma, ahinoi, una cruda realtà. In questi giorni, mentre la colonnina di mercurio calava vertiginosamente verso il basso, mele, peperoni & C. fluttuavano sempre più in alto, con aumenti fra il 20 e il 45% stando alle stime della Cia, la confederazione degli agricoltori.

I rincari derivano dai danni che il grande freddo provoca ai campi coltivati ed è la trasposizione al dettaglio della crescita dei costi di produzione. Ma l’Italia, a quanto pare, non è stretta nella morsa del gelo tutta uguale: il Nord è più caro con primati a Venezia e Aosta seguite da Genova e Trieste; al sud va meglio, specialmente a Bari e Napoli.

Nel settentrione, però, la situazione è mitigata dalle offerte tipo 3x2 operate da molti supermercati, promozioni che dall’altra parte dello stivale scarseggiano perché qui solo il 50% del mercato è occupato dalla grande distribuzione che quindi non investe più di tanto in queste facilitazioni per il cliente.

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