Er mejo sedano d’Italia? Quello di Sperlonga

Saporito, dolce, dall’aroma inconfondibile, insieme acidulo e delicato: è il sedano bianco di Sperlonga (cittadina del pontino, nel Lazio meridionale) sul quale è stato avviato uno studio da parte dell’Inran, l’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione in collaborazione con l’Arsial nella fase di richiesta di riconoscimento di Indicazione geografica protetta (Itg) da parte del prodotto.

La coltura di questa pianta è stata ‘importata’ nella regione tra Sperlonga e Fondi a partire dagli anni ’60 e da allora i suoi ‘gambi’ sono stati gustati non solo sulle tavole di Roma e Lazio, ma addirittura in Piemonte (magari si scoprirà che è essenziale per la bagna cauda), dove pare questa varietà sia particolarmente apprezzata. La sua proprietà è di quella di poter essere venduto sia fresco sia lavorato, mentre se immerso nell’acqua a 50 gradi, è capace di rallentare l’imbrunimento.

Il suo utilizzo migliore è crudo in pinzimonio o in accompagnamento al pesce azzurro. Mi viene appetito solo a pensarci!

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