Salone del Gusto, Petrini afferma "facciamo qualità ben retribuita, non quantità"

Sostenibilità, tracciabilità e qualità accessibile a tutti. Questi i temi sostenuti da Carlo Petrini, Fondatore di Slow Food, durante la conferenza stampa di domenica 28 ottobre tenuta nel padiglione della Puglia in occasione della presentazione del marchio ombrello "Prodotti di qualità - Puglia". Conferenza che ha visto la massiccia partecipazione di media, grazie alla presenza del Governatore Nichi Vendola, dell'assessore Dario Stefàno, il patron di Eataly Oscar Farinetti, il presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese ed appunto Petrini.

Il marchio "Prodotti di qualità - Puglia" è un marchio ombrello, ovvero un marchio che racchiude sotto di sé prodotti di diverse tipologie, sia quelli già inseriti in altre denominazioni (DOP, IGP, STG etc) sia quelli senza denominazione. La Regione Puglia, così come spiegato dall'assessore Stefàno, ha voluto così garantire consumatori e produttori, lavorando su qualità e tracciabilità. Un prodotto per ottenere il marchio di qualità dovrà essere prodotto sencondo standard di filiera sostenibile e certificata che saranno controllati da organismi designati dalla Regione. Questo per creare anche opportunità di esportazione.

Sostengno l'iniziativa sia Burdese che Farinetti, quest'ultimo prossimo all'apertura di Eataly a Bari (si parla di 8 maggio), mentre Carlo Petrini, contento di quest'azione di valorizzazione, ha voluto sottolineare che bisogna attuare prima di tutto una lotta allo spreco, creando nuovi paradigmi nella coesione sociale, costruendo nuovi soggetti e che armonizzino il sistema Paese, perché non bisogna "montarsi la testa, questo settore (l'agroalimentare n.d.r.) non salva il Paese ma aiuta il sistema Paese in un momento di crisi". Per il presidente Slow Food va bandito il termine nicchia, ma bisogna "fare qualità ben retribuita e non quantità", e per farlo ci sarebbe bisogno che la politica iniziasse a preoccuparsi di più della sostenibilità ambientale e non aspettare di sbattere la testa dopo i disastri metereologici.

Nel suo bellissimo intervento, Petrini ha sottolineato l'importanza del lavoro dei contadini, "riconosciamo il valore intellettuale del lavoro manuale", soprattutto di quelli giovani, ovvero di chi torna alla terra e quindi ne fa una progettualità di vita. Per questo anche un'anteprima: nel 2013 l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo attiverà corsi per trasmettere i saperi e i mestrieri, microbirrai, salumieri, casari, panettieri etc.

Conclusione del convegno lasciato a Nichi Vendola, che ha voluto sottolineare l'importanza del cibo non solo per il nutrimento, ma anche come "luogo della socialità, come luogo dello scambio tra le persone". E non ha certo torto.

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